Tu sei qui: Home Biblioteca digitale Per chi pubblica Indici bibliometrici
Share |

Indici bibliometrici

archiviato sotto: ,

INDICI BIBLIOMETRICI

Gli indici bibliometrici permettono di valutare quantitativamente l’impatto della ricerca all’interno della comunità disciplinare di appartenenza. Di norma sono basati sul peso delle citazioni, ma ne esistono anche di natura diversa che non si fondano su algoritmi citazionali. Gli indicatori bibliometrici possono essere applicati alla produzione di un singolo ricercatore, di un periodico, di un gruppo di lavoro, di una comunità scientifica, di un ateneo, di un intero paese, ecc.

Alcuni indici sono coperti da copyright e possono essere forniti solo da particolari editori (è il caso per esempio dell’Impact Factor che è proprietà esclusiva dell’editore Thomson Reuter ed è consultabile esclusivamente tramite la banca dati Journal Citation Reports). Altri indici invece sono di libera circolazione e possono essere forniti da qualsiasi editore o software in grado di gestire ed elaborare i dati necessari per la loro estrazione (per esempio l’h-index).

Gli indicatori citazionali sono moltissimi e in costante incremento. Presentiamo qui una veloce panoramica dei soli indicatori più noti.

  • Impact Factor: è il più noto degli indici citazionali. È in pratica una media fra il numero di citazioni dei lavori pubblicati in una certa rivista e il numero totale di lavori pubblicati dalla stessa rivista nei due anni precedenti. Benché venga impropriamente utilizzato in alcuni casi come indice di valutazione della produzione di un singolo autore, è nato e dovrebbe essere usato esclusivamente per valutare il valore di impatto di una pubblicazione periodica (vale a dire il valore citazionale medio di ogni articolo pubblicato su quella rivista). È inoltre un indice coperto da copyright, e può essere fornito e consultato solo tramite i prodotti dell’editore Thomson Reuter, e in particolare il database Journal Citations Reports.

Il suo valore varia moltissimo nelle diverse aree disciplinari, e la sua interpretazione quindi dovrebbe sempre tenere conto dell’andamento medio dello stesso IF nell’area di pertinenza considerata.

  • H-index: quantifica la prolificità e l'impatto del lavoro degli scienziati, basandosi sul numero delle loro pubblicazioni e il numero di citazioni ricevute. Esso assume grande rilevanza poiché verifica la reale influenza di uno scienziato sulla comunità, prescindendo da singoli articoli di grande successo, o anche dai lavori di autori che pur avendo pubblicato molto, hanno prodotto solo articoli di scarso interesse, come invece avviene usando l'IF. I calcolatori di h-index sono facilmente reperibili in rete e sono accessibili a chiunque: oltre a Web of Science (Thomson Reuter) e a Scopus (Elesevier), che sono prodotti a pagamento, l’h-index viene calcolato gratuitamente ad esempio da Google Scholar oppure dai software liberamente scaricabili PoP (Publish or Perish) o Quadsearch. Scholarometer è invece un vero e proprio social tool per valutare l’impatto e la distribuzione delle pubblicazioni di un autore attraverso l’analisi della distribuzione delle citazioni. Si serve sempre dei dati estratti di Google Scholar; a differenza di questi ultimi però non è un applicativo ma una piattaforma indipendente.

Altri indici ricavabili da Web of Science, da Scopus o da Google Scholar sono:

DERIVATI DALL’IF:

  • Immediacy Index: misura quanto successo sta avendo il lavoro nell'anno di pubblicazione e in relazione a quanto velocemente un articolo della rivista è mediamente citato, e a quanto spesso gli articoli della rivista sono citati nello stesso anno;
  • Cited Half Life: misura la validità nel tempo degli articoli citati o la durata delle citazioni nel tempo;
  • Rate of Cites Index: rappresenta un indice di qualità del singolo lavoro, basato sull'assioma che quanto più il lavoro è citato da altri ricercatori tanto più rilevante è il suo valore scientifico;
  • Citation Impact: è calcolato per uno specifico soggetto o autore o istituzione o paese sulla base del rapporto tra il numero di citazioni ricevute e il numero di articoli pubblicati.

DERIVATI DALL’H-INDEX

  • Hi-norm (Normalized Individual h-Index): prima normalizza il numero di citazioni per ogni paper dividendo il numero di citazioni per il numero di autori che contribuiscono alla sua pubblicazione, e poi calcola l'h-index sul numero di citazioni normalizzate. Questo approccio tiene conto più accuratamente degli effetti del co-authorship ed è una migliore approssimazione dell'impatto del singolo autore, obiettivo iniziale dell'h-index di base.
  • A-index: è la media del numero di citazioni ricevute da opere nel numero di pubblicazioni ‘h-index’.
  • G-index: è una variante dell’h-index con la sola differenza che attribuisce un peso diverso alle citazioni provenienti da articoli più citati.
  • H-B-index: indice attribuiti ai valori citazionali riscontrabili per uno specifico argomento.
  • Contemporary h-index (hc-index): include una normalizzazione lineare per età accademica del singolo articolo.
  • Individual h-index (hI-index): divide lo standard h-index in base alla media del numero di autori degli articoli che contribuiscono all'h-index, per ridurre gli effetti del co-authorship.

SCIMAGO JOURNAL & COUNTRY RANK (SJR)

SCImago è un database accessibile in rete gratuitamente che permette di generare statistiche sulle citazioni degli articoli pubblicati nelle riviste peer-reviewed. Fornisce statistiche e confronta il numero degli articoli pubblicati e le citazioni per paese. Calcola l’Impact Factor delle riviste usando un algoritmo simile a PageRank, utilizzato da Google per ordinare le proprie pagine. Fornisce inoltre le elaborazioni dei dati per il calcolo degli indicatori bibliometrici (SJR, SNIP, IPP)  disponibili nel database citazionale Scopus (Elsevier).

EIGEN FACTOR

Eigen factor: basato su un modello matematico per calcolare l'impatto delle riviste scientifiche accademiche, tiene conto dei diversi standard di citazione tra una disciplina e l'altra.

AGE-WEIGHTED CITATION RATE

  • AWCR (age-weighted citation rate): misura il numero di citazioni ricevute da un'intera collezione di opere, calcolato in base all'età di ogni singolo documento.
  • AWCR-pA (per-author age-weighted citation rate): il numero di citazioni è basato sull'età del documento e sull'autore. È simile all’AWCR di base, ma è normalizzato sul numero di autori per ogni documento.
  • AW-index è la radice quadrata di AWCR per consentire un paragone/confronto con l'h-index: esso si avvicina all'h-index se il numero medio di citazioni rimane più o meno costante nel corso degli anni.

INDICATORI ALTERNATIVI AL CALCOLO CITAZIONALE

Accanto agli indicatori visti finora, che hanno tutti base citazionale (si servono quindi di algoritmi per elaborare ed aggregare le citazioni cumulate sui prodotti della ricerca) più recentemente sono stati creati nuovi indicatori fondati su metriche alternative, che si stanno guadagnando sempre più spazio.

  • Altmetrics: è un’alternativa alla bibliometria tradizionale e misura l’impatto degli articoli rilevando dati dai social media, da siti e risorse web. Interopera con Mendeley, una delle più vaste piattaforme social per la ricerca scientifica, e con Scopus e PLoS.
  • Web Impact Factor (WIF): si fonda sulla scienza detta Webometrics o Webmetrics o anche Cybermetric,, che tenta di misurare il World Wide Web al fine di ottenere conoscenze sul numero e sul tipo di connessioni ipertestuali, sugli hyperlinks, sulle strutture del Web e sui modelli di utilizzo delle risorse che popolano il cyberspazio. Si tratta dello studio degli aspetti quantitativi della costruzione e dell'uso delle risorse informative delle strutture e delle tecnologie sul web valutate secondo un approccio bibliometrico ed informetrico. Il Web Impact Factor WIF è basato sull'analisi dei link e si ricava dal numero dei contatti che un documento pubblicato sul web riceve moltiplicato per il numero delle pagine.
  • Usage Factor: generato sulla base dei dati di utilizzo e scarico dei prodotti della ricerca in formato digitale. Questi dati possono essere raccolti tramite server web e linkresolver logs. È necessario però normalizzare il lavoro di raccolta dei dati di log al fine della condivisione di metodi per ottenere analisi significative. Su questo genere di analisi si basa l’indicatore Usage Factor
Azioni
Azioni sul documento
Share |