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Supporto alla pubblicazione

Accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche: istruzioni per l'autore

Come rispettare il mandato di pubblicazione Open Access richiesto dagli enti finanziatori

In questa sezione  il ricercatore potrà trovare alcune utili indicazioni operative per ottemperare alla clausola sull'accesso aperto prevista dalla Commissione europea e dai principali enti e istituzioni finanziatrici nazionali ed internazionali.

Open Access. I mandati degli enti finanziatori

L'Open Access è ad oggi la principale modalità di pubblicazione prevista dai mandati di enti e istituzioni finanziatrici di progetti di ricerca nazionali ed europei.

In particolare, per i progetti finanziati nell'ambito del progetto pilota OA all'interno del Settimo Programma Quadro in FP7. "The European Union's Research and Innovation funding Programme", i ricercatori delle aree disciplinari di Energia, Ambiente, Salute, ICT, Infrastrutture di ricerca, Scienza e società, Scienze Socio-economiche e Umanistiche sono tenuti a depositare gli articoli "peer reviewed" che documentano  i risultati delle ricerche finanziate in archivi istituzionali o disciplinari e a renderli ad accesso aperto entro 6 o 12 mesi dalla pubblicazione.

Nel successivo  "Horizon 2020. The Eu Framework Programme for Research and Innovation", l'Accesso Aperto come modalità di disseminazione delle pubblicazioni finanziate nell'ambito del programma diventa obbligatorio per tutti i progetti.

Cosa deve fare il ricercatore beneficiario di finanziamenti?

Per ottemperare ai mandati degli enti e istituzioni finanziatrici, ciascun ricercatore beneficiario di finanziamenti UE dovrà  assicurarsi che le pubblicazioni relative ai risultati dei progetti finanziati siano accessibili ad Accesso aperto nei tempi previsti dai mandati stesso.

Prima di pubblicare

Verificare la visibilità e il prestigio della rivista

Prima di scegliere un editore o una rivista a cui sottoporre il proprio lavoro per la pubblicazione, è bene valutare quale opportunità di visibilità presso la propria comunità scientifica di riferimento tale rivista offre. Più ampio è lo spettro di banche dati disciplinari e interdisciplinari che indicizza la rivista, più ampia la possibilità di disseminazione dei risultati della propria ricerca.

Verificare l'impatto citazionale della rivista

E' inoltre importante verificare l’impatto citazionale (Impact Factor) del periodico. Il numero di citazioni che riceve una pubblicazione ha infatti grande rilevanza sia per definire il potenziale di impatto delle sue ricerche, sia per l’attribuzione dei punteggi  nei concorsi, sia per i periodici esercizi di valutazione dell'ANVUR (VQR).

In ambito umanistico è possibile che le riviste specializzate non siano indicizzate nei database internazionali. Per questo motivo l’ANVUR ha appositamente predisposto liste classificate di riviste accreditate per alcuni settori, che includono anche molti titoli assenti in Ulrich’s o non indicizzati nei grandi database citazionali, dotandoli di un indice di accreditamento. Le riviste di scienze umane e sociali possono essere ricercate anche nel database ERIH (European Reference Index for the Humanities).

Dopo la pubblicazione

Una volta che un lavoro di ricerca viene pubblicato è utile procedere con le seguenti verifiche:

Accertarsi cioè che l'articolo sia stato correttamente indicizzato dai database citazionali (Scopus, Web of Science), ovvero che non vi siano  siano errori che potrebbero pregiudicare la corretta attribuzione delle citazioni (inesattezze nel nome del periodico, nel fascicolo, nell’anno, sdoppiamenti dell’intestazione dell’autore, ecc.). Si tenga conto che ottenere una correzione per un errore in un documento all’interno delle principali banche dati citazionali (Web of Science e Scopus) è un processo che richiede di norma parecchi mesi.

Identificarsi come autori in modo univoco tramite ORCID o il Researcher ID per evitare che diverse forme di trascrizione del proprio nome generino intestazioni diverse, con un’inevitabile dispersione citazionale. Si può ottenere questo risultato facilmente creandosi un account in ORCID o nel Researcher ID, registri gratuiti di identificatori univoci a cui attingono i database citazionali e che assegnano ad ogni autore un codice univoco e universale, risolvendo anche i problemi generati dalle omonimie.

Individuare gli indici bibliometrici rilevanti (Impact Factor, h-index, ecc.): in occasione di particolari scadenze (procedure concorsuali, esercizi di valutazione MIUR-VQR, ecc.) può essere richiesto al ricercatore di fornire alcuni indici bibliometrici relativi alla sua produzione o a quella dei periodici su cui ha pubblicato.

Autoarchiviazione : dopo la pubblicazione è opportuno considerare la possibilità di archivare il proprio paper nei repository istituzionale. Si tenga conto che l’ateneo di Padova prescrive ai propri ricercatori l’obbligo al deposito.

Contratti con gli editori: diritti e doveri nell'uso delle pubblicazioni

È importante per chi pubblica essere a conoscenza della normativa vigente su diritto d'autore e copyright e conoscere le politiche editoriali dei singoli editori.  Alcuni editori permettono l'archiviazione degli articoli negli archivi aperti, altri la permettono solo a certe condizioni, altri ancora la vietano.

Di seguito alcune indicazioni per gli autori utili ad ottemperare ai mandati degli enti finanziatori.

Verificare le politiche degli editori rispetto all'autoarchiviazione negli archivi istituzionali o disciplinari

E' necessario verificare le politiche dell'editore  rispetto all'auto-archiviazione negli archivi istituzionali o disciplinari come previsto dai mandati dei principali enti finanziatori (EU-Horizon 2020, ecc.).  Per maggiori informazioni, si consulti Sherpa/Romeo.

In particolare il ricercatore che sceglie l'autoarchiviazione in un archivio istituzionale o dsciplinare (Green Road) dovrà:

  • Prima di pubblicare: assicurarsi che l'editore a cui sottopone il paper preveda il deposito ad accesso aperto in un archivio istituzionale. Il database SherpaRomeo costitutisce la fonte principale di informazioni relative alle politiche politiche editoriali in merito a copyright e auto-archiviazione degli editori internazionali.
  • Al momento dell'accettazione del paper da parte dell'editore: verificare che il permesso al deposito negli archivi istituzionali o disciplinari risulti ESPLICITAMENTE nel contratto.
  • Al momento della pubblicazione: auto-archiviare il testo pieno dell'articolo nella versione autorizzata dall'editore (pdf editoriale, post print, etc.) nell'archivio open access istituzionale, tematico / disciplinare di riferimento o in un archivio centralizzato (es. ZENODO messo a disposizione dal progetto OPENAIRE).

E se il deposito nell'archivio istituzionale non fosse consentito?

L'autore può negoziare un emendamento al contratto. Se fallisce nella negoziazione con l'editore, può sottoporre l'articolo ad un'altra rivista che risponda ai requisiti richiesti in materia di disseminazzione ad accesso aperto. Se l'articolo deve necessariamente essere pubblicato in quella specifica rivista è necessario informare il referente del progetto allegando lettera di rifiuto dell'editore.

Nell'eventualità il ricercatore optasse di pubblicare in una rivista OA che prevede la copertura dei costi di pubblicazione (Gold road - APC) dovrà fare attenzione che la copertura dei costi di pubblicazione da parte dell'ente finanziataore del progetto sono ammissibili solo durante la durata del progetto.

Materiali utili

Factsheet su Horizon 2020 e OA: "Guides for Researchers in EC. Funded projects"

Strumenti utili

A supporto delle singole fasi del processo di ricerca, sono disponibili alcuni utili strumenti web. Scopri come possono aiutarti.

Norme redazionali

Nella seguente tabella sono elencati i principali editori scientifici nazionali e internazionali e le rispettive norme redazionali.

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