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Progetto Libro Antico

Le attività inerenti la cura del patrimonio librario antico sono state tenute presenti sin dall'istituzione del Centro di Ateneo per le Biblioteche (CAB), come una delle necessità di riordino e valorizzazione delle fonti librarie dell’Ateneo, con valenza di estrema importanza in relazione all’impatto culturale collegato a questa specifica parte del patrimonio.

La particolarità di questa componente del patrimonio imponeva infatti, e tuttora impone, un trattamento di particolare cura e attenzione, sia per le caratteristiche di unicità, preziosità e delicatezza, sia, per le profonde implicazioni culturali, le quali  hanno ricadute a vari livelli: locale, nazionale e internazionale.

Sin dall’inizio quindi è stato evidente che la informatizzazione del patrimonio librario antico dell’Ateneo era un passaggio importante per la valorizzazione dello stesso, purché sviluppata nell’ambito di un progetto che utilizzasse una serie di “strumenti” culturali e funzionali adeguati, in grado di rendere visibile questo patrimonio in una prospettiva di integrazione delle fonti con il resto del patrimonio librario antico prodotto in Europa, con modalità tecniche avanzate e, pur nella massima sicurezza,  agganciate agli sviluppi più aperti della evoluzione delle tecnologie informatiche.

Un passaggio importante nell’ottica della europeizzazione è stato per l’Ateneo l’adesione al CERL Consortium of European Research Libraries, un organismo che raccoglie le maggiori biblioteche europee allo scopo di condividere risorse ed esperienze al fine di migliorare l’accesso, utilizzo e  tutela del patrimonio librario a stampa europeo, creando un database delle pubblicazioni a stampa del periodo della stampa manuale (circa 1455-1830).

Consistenza

Come di seguito viene illustrato, considerando oltre alle biblioteche di Ateneo anche le biblioteche cittadine convenzionate e facenti parti del polo SBN.

Ateneo 60.000
Biblioteca Universitaria 160.000
Biblioteca del Seminario vescovile 600.000
Biblioteca di Santa Giustina 100.000
Biblioteca Accademia Galileiana 3.000
Biblioteca dell’Abbazia di Praglia 50.000

Attività

Il progetto si è finora sviluppato negli ambiti come di seguito descritti:

Fase 1 CATALOGAZIONE

Un gruppo di bibliotecari esperti ha iniziato la catalogazione dei libri antichi dell’ateneo in varie sedi fin dal 1998. Il lavoro è terminato nelle  biblioteche del Seminario Matematico e di Fisica, mentre è in stato più o meno avanzato presso Dip. Di Storia, Dip. Di Farmacologia, Dip. di Geografia, Dip. di scienze dell’antichità, Dip. di Filosofia, CIS Maldura, Ist. di medicina legale.

Fase 2 TUTELA E CONSERVAZIONE

La salvaguardia di un tipo di materiale così fragile, prezioso e irripetibile doverosa anche nei confronti delle future generazioni, va perseguita attraverso una serie di interventi mirati alla manutenzione di questo patrimonio e alla contestuale valorizzazione. Alcuni bibliotecari si stanno formando in particolare nel settore del restauro in modo da saper valutare lo stato di conservazione dei libri e saper indirizzare i colleghi nelle forme più adeguate di prevenzione e recupero.

Fase 3 DIGITALIZZAZIONE

Gli attuali sviluppi tecnologici e le prospettive degli stessi rendono indilazionabile la creazione di una banca dati di immagini attraverso la quale permettere la fruibilità e lo studio, sia a livello locale che per interrogazione remota, del patrimonio antico. Questo sviluppo non può non far tesoro anche delle recenti importanti esperienze nazionali e internazionali così da essere attuato nell’ambito della più ampia condivisione di modalità e standard internazionali emergenti.
In quest’ottica è in corso un pilot study congiunto in cui IBM e CAB cooperano nell’analisi e sperimentazione delle più recenti soluzioni tecnologiche nel campo della digitalizzazione del patrimonio antico ai fini della sua archiviazione, conservazione, ricerca e diffusione verso un numero di ricercatori superiore a quanto consentito da biblioteche tradizionali evitando i vincoli legati alla dislocazione geografica

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