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Editoria Predatoria? Scopri come riconoscerla con la nuova Infografica.

Prima di sottomettere un contributo ad una rivista, è opportuno controllare la qualità e la professionalità dell'editore. E' bene inoltre  verificare dove sono indicizzati i contenuti (banche dati, directory ...) e quanto dichiarato dalle riviste, facendo attenzione ai falsi impact factor!

L'editoria predatoria approfitta dei vantaggi dell’ambiente digitale con cui si può facilmente simulare una piattaforma editoriale per invitare i ricercatori, anche mediante attività di mailing diretta, a pubblicare il proprio contributo in riviste prive di credibilità scientifica.

Come riconoscere un editore predone?

  • L’editore predone crea una piattaforma digitale e inserisce dei contenuti gestionali per lo più raccolti da siti di altri editori
  • Spesso la piattaforma vanta decine di titoli di periodici senza contenuti accessibili
  • A volte vengono inseriti sulla piattaforma anche articoli veri su cui l'editore non ha alcun diritto
  • Occasionalmente si vanta l’attribuzione di indici bibliometrici fittizi
  • Offrono peer review in tempi brevissimi (dalle 48 ore ai 10 giorni)
  • Simulano l’assenza di publication charges e poi, a pubblicazione avvenuta, pretendono dall'autore il pagamento di costi di gestione (maintenance fees)

Per saperne di più, consulta l'utile infografica: "Riconoscere l'editoria predatoria", realizzata a cura del Gruppo di supporto per l'Open Access del Sistema Bibliotecario di Ateneo.

L'infografica è disponibile anche in lingua inglese: "How to Identify Predatory Publishers".

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