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Mentre si pubblica


Per la pubblicazione di un documento di ricerca, l'autore deve affrontare molteplici scelte e considerare numerosi aspetti: dalla valutazione della rivista a cui sottomettere il proprio lavoro, alla verifica dei requisiti previsti dagli enti finanziatori per la disseminazione ad accesso aperto dei contenuti. 
In questa pagina vengono forniti strumenti e informazioni per prendere decisioni maggiormente consapevoli e per semplificare le azioni di verifica preliminari alla sottomissione del documento all'editore.

 

Agevolazioni per gli autori

Grazie a specifici accordi stipulati con gli editori, gli autori Unipd che desiderano pubblicare il proprio lavoro ad Accesso aperto (Open Access) possono usufruire di sconti o agevolazioni sul pagamento delle APCs (Article Processing Charge).

La negoziazione nazionale CARE / CRUI sta trattando con i maggiori editori internazionali una nuova tipologia di accordi - definiti “trasformativi” - che prevedono per gli autori delle istituzioni che aderiscono a questi contratti la possibilità di pubblicare ad Accesso aperto (Open Access) senza costi aggiuntivi per l'autore poiché tali spese rientrano già nel costo del contratto e vengono quindi sostenute a monte dalle rispettive Università.

 

Mandati degli enti finanziatori

L'Open Access (Accesso Aperto) è ad oggi la principale modalità di pubblicazione prevista dai mandati di enti e istituzioni nazionali ed internazionali, finanziatori di progetti di ricerca.
Per rispondere ai mandati degli enti finanziatori, è necessario assicurarsi che le pubblicazioni relative ai risultati dei progetti finanziati siano accessibili ad Accesso aperto nei tempi previsti dai mandati stessi.
La disseminazione ad Accesso Aperto delle pubblicazioni è obbligatoria per:

  • Pubblicazioni realizzate nell'ambito di progetti di ricerca finanziati dalla Commissione Europea (H2020, MSCA, Horizon Europe) e dagli enti collegati (European Research Council - ERC)
  • Pubblicazioni realizzate nell'ambito di progetti di ricerca finanziati da membri di cOAlition S e aderenti a Plan S
  • Pubblicazioni conseguite nell'ambito dei progetti finanziati dal programma nazionale MUR PRIN 2015, PRIN 2017 e PRIN 2020
  • Pubblicazioni realizzate nell'ambito dei progetti UNIPD STARS 2019, 2020, 2021
  • In generale, per gli articoli su riviste scientifiche che provengono da progetti di ricerca finanziati per almeno il 50% con fondi pubblici (Legge n. 112/2013)

È importante verificare le caratteristiche della copertura dei costi di pubblicazione (article processing charge - APC) previste dagli enti finanziatori, in relazione alla scelta di pubblicare in riviste Open Access native (Gold Open Access), oppure in riviste “ibride” (ovvero riviste che possono contenere sia articoli ad accesso aperto che ad accesso chiuso): in quest'ultimo caso potrebbero essere accettate solo se comprese in accordi trasformativi.

Tutti gli enti finanziatori richiedono che i documenti prodotti nell'ambito dei progetti finanziati siano disseminati anche tramite l'auto-archiviazione in archivi istituzionali ad accesso aperto (Green Open Access). Per gli autori afferenti all'Università di Padova, il Regolamento prevede l’obbligo di deposito nell'archivio istituzionale Padua Research Archive (IRIS).

 

Prima di pubblicare

 

Utilizzo di ID persistenti

Prima di sottoporre un paper a un editore, è utile identificarsi come autori in modo univoco tramite identificativi persistenti, come ORCID: gli ID specifici per gli autori sono nati per evitare che diverse forme di trascrizione dei nomi possano generare intestazioni diverse, con un'inevitabile dispersione citazionale. Sono inoltre indispensabili nella disambiguazione delle omonimie.

L'utilizzo di ID univoci come ORCID è un indicatore di una gestione attenta dei prodotti di ricerca da parte degli autori, e dei metadati per quanto riguarda gli editori accademici.

Inoltre, è opportuno verificare che la rivista, monografia o sede di pubblicazione prescelta offrano a chi pubblica un DOI (Digital Object Identifier) per il proprio contributo: è fondamentale per identificarlo correttamente e in modo persistente (oltre ad essere un indice di qualità gestionale e preservazione dei contenuti).

 

 

Verificare la visibilità, il prestigio e l'impatto citazionale della rivista

Prima di scegliere un editore o una rivista a cui sottoporre il proprio lavoro per la pubblicazione, è bene valutare quale opportunità di visibilità presso la propria comunità scientifica di riferimento tale rivista offre. Più ampio è il numero di banche dati disciplinari e interdisciplinari che indicizzano la rivista, più ampia è la possibilità di disseminazione dei risultati della propria ricerca.

La sezione "Impatto della ricerca" raccoglie informazioni su Web of Science e Scopus, i principali strumenti che attribuiscono gli indici citazionali più diffusi (Impact Factor, SJR, h-index e altri).

È importante verificare l’impatto citazionale (Impact Factor) del periodico, in quanto il numero di citazioni che riceve una pubblicazione ha grande rilevanza sia per definire il potenziale di impatto delle ricerche presentate al suo interno, sia per l'attribuzione dei punteggi nei concorsi, sia per i periodici esercizi di valutazione dell'ANVUR (ad esempio, VQR).

In ambito umanistico è possibile che le riviste specializzate non siano indicizzate nei database internazionali. Per questo motivo l'ANVUR ha predisposto liste classificate di riviste accreditate per alcuni settori, che includono anche titoli non indicizzati nei grandi database citazionali, dotandoli di un indice di accreditamento. Le riviste di scienze umane e sociali possono essere ricercate anche nel database ERIH Plus (European Reference Index for the Humanities).

Tra i repertori di periodici a livello internazionale, Ulrichsweb permette di verificare se una rivista è stata registrata e dotata di un numero ISSN, a quale area disciplinare appartiene, e soprattutto se il suo contenuto è indicizzato nelle principali banche dati bibliografiche disciplinari e nelle banche dati citazionali e motori di ricerca scientifici.


Attenzione all'editoria "predatoria"

Prima di sottomettere un contributo, è opportuno controllare la qualità e la professionalità dell'editore. È bene inoltre verificare dove sono indicizzati i contenuti (banche dati, directory, ecc.) e controllare quanto dichiarato dalle riviste, facendo attenzione ai falsi impact factor e metriche ingannevoli, esaminando le politiche di conservazione a lungo termine delle riviste.
L'editoria predatoria o la vanity press approfittano dei vantaggi dell'ambiente digitale con cui si può facilmente simulare una piattaforma editoriale per invitare le ricercatrici e i ricercatori, anche mediante attività di spam, a pubblicare il proprio contributo in riviste o in monografie prive di qualsiasi credibilità scientifica.

Come riconoscere un editore predatorio?

  • L'editore predatorio crea una piattaforma digitale che emula i siti di altri editori accademici
  • Spesso la piattaforma vanta decine di titoli di periodici, talvolta senza contenuti accessibili quando si tenta di consultarli
  •  I nomi delle riviste predatorie (o hijacker) sono spesso molto simili (se non identici) a riviste consolidate, credibili ed esistenti
  • L'editore accredita indicizzazioni non veritiere in banche dati accademiche. È doveroso ricordare che essere indicizzati in Google Scholar non implica nessun criterio di qualità editoriale
  • A volte vengono inseriti sulla piattaforma anche articoli su cui l'editore non ha alcun diritto
  • Molto spesso l'editore predatorio riporta l'attribuzione di indici bibliometrici fittizi
  • Viene offerta la peer review con tempi brevissimi (dalle 48 ore ai pochi giorni), la revisone tra pari è dichiarata, ma non è effettuata
  • Non vengono indicate chiaramente publication charges e poi, a pubblicazione già avvenuta, chi ha scritto il contributo riceve fatture per il pagamento delle APC Open Access o di presunti costi di gestione (maintenance fees) o di pubblicazione

 

Contratti con gli editori

Per chi pubblica è importante conoscere la normativa vigente su diritto d'autore e copyright e conoscere le politiche editoriali dei singoli editori, per evitare di cedere tutti i diritti, anche quelli necessari ad adempiere ai mandati degli enti finanziatori o quelli utili per svolgere attività didattica o di ricerca.

 

Verificare le politiche degli editori rispetto all'autoarchiviazione negli archivi istituzionali o disciplinari

Prima di pubblicare l'autore deve assicurarsi che l'editore a cui sottopone il paper preveda il deposito ad accesso aperto in un archivio istituzionale. Il database Sherpa Romeo costitutisce la fonte principale di informazioni relative alle politiche editoriali in merito a copyright e auto-archiviazione degli editori internazionali.
Al momento dell'accettazione del paper da parte dell'editore va verificato che il permesso al deposito negli archivi istituzionali o disciplinari risulti chiaramente nel contratto.

Se il deposito in un archivio istituzionale non è consentito, l'autore può negoziare un emendamento al contratto (addendum).
Se fallisce nella negoziazione con l'editore, l'autore può sottoporre l'articolo ad un'altra rivista che risponda ai requisiti richiesti in materia di disseminazione ad accesso aperto, ma qualora l'articolo debba necessariamente essere pubblicato in quella specifica rivista è necessario informare la persona referente del progetto, allegando la dichiarazione di rifiuto dell'editore.

Sparc addendum e Science Commons SCAE sono strumenti giuridici che gli autori possono utilizzare per salvaguardare i propri diritti editoriali modificando gli accordi standard con l'editore.
Nelle linee guida per gli autori, Sparc illustra come utilizzare l’addendum al contratto editoriale a garanzia dei diritti degli autori. Sparc addendum è disponibile anche in italiano.

Per gli autori che partecipano a progetti finanziati dall'UE e che devono pubblicare in riviste non-Open Access, Horizon 2020 ha proposto uno specifico modello di publishing agreement.

Nel contratto editoriale rivisto, l'autore concorda con l'editore la possibilità di:

  • mantenere il diritto di riprodurre, distribuire e mostrare pubblicamente il proprio articolo non per usi commerciali, ma per la didattica e la ricerca
  • pubblicare l’articolo sul sito web personale o istituzionale e depositarlo in archivi aperti
  • preparare lavori derivati dall'articolo: ad esempio utilizzare i contenuti della pubblicazione per realizzare materiale didattico.

 

Dopo la pubblicazione

Una volta che un lavoro di ricerca viene pubblicato è utile:

  • Accertarsi che l'articolo sia stato correttamente indicizzato dai database citazionali (Scopus, Web of Science), ovvero che non vi siano siano errori che potrebbero pregiudicare la corretta attribuzione delle citazioni (inesattezze nel nome del periodico, nel fascicolo, nell’anno, sdoppiamenti dell’intestazione dell’autore, ecc.). Si tenga conto che le correzioni di errori all’interno delle principali banche dati citazionali (Web of Science e Scopus) possono richiedere molto tempo.
  • In occasione di particolari scadenze (procedure concorsuali, esercizi di valutazione MUR-VQR, ecc.) può essere richiesto agli autori (ricercatrici e ricercatori) di fornire informazioni sugli indici bibliometrici relativi alla propria produzione o ai periodici su cui hanno pubblicato, pertanto è bene mantenersi aggiornati consultando i database citazionali.
  • Al momento della pubblicazione è opportuno auto-archiviare il proprio paper in un archivio ad accesso aperto, nella versione autorizzata dall'editore. Come da Regolamento, gli autori afferenti all'Università di Padova hanno l’obbligo di deposito nell'archivio istituzionale Padua Research Archive (IRIS).

 

Altri servizi per gli autori


Servizio di attribuzione DOI non commerciale

 
DOI per pubblicazione prodotti di ricerca (riservato a utenti Unipd)

L'Ateneo di Padova ha stipulato con CRUI un accordo per l'adesione al consorzio internazionale DataCite per l’attribuzione del DOI non commerciale a oggetti digitali ad accesso aperto (Open Access) come, ad esempio, tesi di dottorato, rapporti tecnici o singoli dataset. L’attribuzione può essere richiesta esclusivamente da parte di utenti istituzionali Unipd per pubblicazioni che rispettano degli standard minimi di qualità.

 

Il DOI può essere assegnato esclusivamente a oggetti digitali pubblicati ad accesso aperto, pubblicati nell'ambito dell’Università degli Studi di Padova, che non siano già dotati di altro DOI.

Per richiedere l'attribuzione occorre contattare il Servizio Aiuto SBA aprendo un ticket nella coda Supporto alla pubblicazione accademica. La richiesta deve riportare:

  • il nome di un referente
  • il Dipartimento / Centro responsabile dei contenuti scientifici della pubblicazione
  • l'URL della pubblicazione o il PDF della pubblicazione se non ancora pubblicata online

Previo contatto con il referente, il servizio assegna il DOI all’oggetto; se non ancora pubblicato, l’URL sarà provvisoria e verrà sostituita con quella definitiva a pubblicazione avvenuta.



Assegnazione DOI (non commerciale) per i dataset

L'assegnazione avviene automaticamente per i dataset ad accesso aperto depositati dagli autori nell'archivio istituzionale Research Data Unipd.

 

Servizi di consulenza per la scelta della sede editoriale

Puoi utilizzare il Servizio Aiuto, tramite la coda Supporto alla pubblicazione accademica, per ottenere una consulenza personalizzata.

 

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